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Retro Computing: Trackers

Pubblicato: domenica 19 luglio 2026 - di Emiliano Grilli
categoria: Notazione musicale.
tags: | notazione | MIDI | trackers | retro computing | schede audio | audio |


Computer music negli anni '90

Il mio primo PC era un 486 SX a 25 Mhz, con 4 Mb di RAM. Ci girava il DOS, con cui potevi far andare qualche gioco e qualche software di produttività come MS Word o db3, e windows 3.1 che era uno scimmiottamento dell'interfaccia grafica del primo Mac ma non era veramente usabile. I programmi per DOS funzionavano abbastanza bene in realtà, erano monotasking e si prendevano tutte le risorse che quei modesti PC avevano da offrire e le sfruttavano al massimo.

L'arrivo della soundblaster

A un certo punto lo espansi con una SoundBlaster 16, una scheda audio a 16bit che permetteva di fare produrre al PC suoni decenti. Fino a quel punto infatti i suoni che il PC produceva uscivano da un beeper interno che non poteva andare molto oltre il fastidioso BIP per cui era nato. Oltre a fruire dei giochi con un sonoro immensamente migliorato, la sound blaster prometteva anche di poter usare il PC per fare musica, cosa che mi allettava immensamente. Avevo sempre suonato in gruppi fin dall'adolescenza e mi ha sempre intrigato l'aspetto tecnico della produzione e riproduzione sonora, quindi microfoni, mixer, registratori multitraccia, effetti, etc... Il problema è che poco abbiente come ero queste erano tutte cose costose e a cui ho avuto un accesso parziale e limitato. La sound blaster insomma conteneva una promessa: un futuro in cui il PC diventava anch'esso un elemento della produzione musicale. A quei tempi l'hard disk recording era ancora impraticabile per la mancanza di hard disk sufficientemente grandi e veloci, almeno al mio livello amatoriale e casalingo. Quello che potevi fare con la soundblaster era farci girare un sequencer MIDI (veniva dato in dotazione Cakewalk primissima versione) e pilotare strumenti esterni come drum machine, tastiere ed expander, che però io non possedevo essendo principalmente un chitarrista.

I tracker

FastTracker II screenshot

Un'altra opzione, molto più hacker e underground era usare i cosiddetti tracker. I tracker erano software nati nella cosiddetta demo scene, una sottocultura fatta di sviluppatori super cazzuti spesso americani o nord europei che producevano delle demo, ovvero dei programmini piccolissimi e ultra ottimizzati che in una manciata di kilobyte riuscivano a mettere grafica, audio e effetti speciali e che venivano spesso utilizzati come "tag" nei programmi craccati, e più era figa la tua demo più eri cazzuto come team. Beh per farla breve i tracker erano i software con cui si componevano le musiche per queste demo, inizialmente in formato .mod a 4 tracce, poi con il formato .xm. Erano insomma i software con cui si componevano le musiche per i videogames di quell'epoca. Il tutto iniziò sulla piattaforma amiga, che però io non ho frequentato quindi ne parlo solo da una prospettiva di utente PC.

Il concetto dei tracker è relativamente semplice, hai dei samples di audio digitale caricati in memoria (piccoli però, che di memoria non ce n'è tanta, sono solo veri e propri frammenti di audio) e una serie di pattern, con varie tracce con cui esegui questi samples sequenziandoli ritmicamente e cromaticamente. Poi hai anche la possibilità di applicare alcuni effetti a questi samples con slides, retrigger, volume automation, arpeggio e cose così, molto primitive.

Il workflow coi tracker è abbastanza diverso da un sequencer classico lineare, che assomiglia di più ad un multitraccia a nastro: nei tracker abbiamo le tracce in verticale e ogni traccia può suonare solo un sample alla volta (almeno nei tracker classici), favorendo tecniche come il linear drumming. L'editing dei pattern avviene quasi esclusivamente con la tastiera e visto da fuori può sembrare più simile a l data entry su un foglio di calcolo che a una composizione di musica. La struttura a pattern che vanno in loop automaticamente conduce naturalmente a generi di musica ripetitiva come house e techno, e la limitazione sulla lunghezza dei samples non permette di inserire ad esempio lunghe parti cantate; l'arte del tracking consiste appunto nello spremere il più possibile pochi samples molto brevi in modo creativo.

Chiptune

Col tempo si è anche definito un vero e proprio genere chiamato Chiptune e i tracker sono approdati addirittura sul game boy. La cosa figa dei tracker è che i "moduli", il formato di file che questi producevano erano totalmente autosufficienti, contenendo sia i frammenti audio che lo "spartito" di pattern che li suonava. In pochissimi Kb potevi farci stare una canzone che durava quindici minuti, e a differenza dei file MIDI un .mod o .xm avrebbe suonato identico su ogni computer. Il MIDI infatti anch'esso era un formato dalla bassa occupazione di spazio e molto usato, ma demandava la riproduzione dell'audio a una periferica separata come una tastiera o un expander, e nonostante vari tentativi di standardizzazione come il General MIDI, non è mai stato facile farli suonare bene dappertutto. Nella internet di quegli anni c'era un sito chiamato maz sound tools che è incredibilmente ancora online dove si potevano scaricare questi tracker.

FastTracker II (ft2) e gli altri

Il mio preferito e quello che ho usato di più in assoluto è FastTracker II, degli svedesi Starbreeze, 283 Kb zippato e conteneva anche il gioco nibbles! Un software meraviglioso per DOS che non ha mai perso un singolo colpo, veloce e con un timing impeccabile. E che sorpresa quando ho scoperto che nei repository c'era un clone di ft2 (identico all'originale) su debian:

sudo apt install ft2-clone

C'erano stati anche altri tracker nei repo in passato, come Soundtracker che usava le Gtk, ma che ora non è più presente in debian (anche se nel 2024 sembrava ancora in sviluppo) oppure milkytracker, anche lui molto valido, similissimo a fast tracker e ancora presente:

sudo apt install milkytracker

Infine c'è renoise, forse il miglior tracker di sempre, anche se non è software libero. Ha comunque un modello di business molto friendly, l'ho acquistato credo 15 anni fa e sto ancora ricevendo gli aggiornamenti: la licenza ti da gli aggiornamenti da una major release fino alla seguente. Renoise è un tracker moderno, attivamente sviluppato, con veri effetti e processori audio integrati e la possibilità di usare soft synth e pilotare strumenti esterni, ed è a tutti gli effetti una vera e propria DAW. In questo perde un po' la autosufficienza dei moduli di un tempo...

Renoise è stata una delle prime DAW a supportare nativamente Linux, e per questo ho voluto supportarlo.

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